Risorse
Contatti
| Congresso Nazionale CIPe - Cagliari 2 - 3 Ottobre Idea Hotel Santa Chiara |
|
|
|
| Martedì 27 Luglio 2010 09:03 |
|
La Confederazione Italiana pediatri, riunita in Congresso a Cagliari il 2-3 ottobre, denuncia il tentativo di ridurre i compiti assistenziali del Pediatra di famiglia alla fascia di età 0-6 anni. Al termine dei lavori, preso atto della grave situazione di disagio dei Pediatri di Famiglia e dell'assistenza pediatrica in generale denuncia il rischio che l'assistenza pediatrica perda la sua specificità a scapito di una generica Assistenza del Territorio ha provveduto a stilare una mozione di cui si allega il testo , con alcune istantanee dell'evento. Nel corso del convegno si è ribadito che lo specialista pediatra ha le competenze per seguire tutta la fascia considerata pediatrica nel mondo occidentale, cioè da 0 a 18 anni. Il PdF vuole occuparsi sia del neonato, assistendo la mamma nel percorso che le permetta di allevarlo al meglio, ma anche dell’adolescente, con tutte le sue problematiche che lo devono far diventare un giovane adulto sereno e pronto ad inserirsi nel mondo del lavoro. Un ritorno all’etica e una maggiore attenzione al sociale sono state le parole d’ordine, emerse nel corso del convegno . Questa la chiave di lettura e filo conduttore del congresso medesimo, con lo scopo di salvaguardare la salute del bambino e la professione di Pediatra di Famiglia, in questo momento entrambe tenute in minore considerazione di quanto dovrebbero. Partendo da quest’ottica si è potuto fare , grazie al preciso intervento di Tom Jefferson , in rappresentanza della Cochane , un approccio consapevole, senza pregiudizi, e basato sulla medicina dell’evidenza nei confronti della vaccinazione antiinfluenzale. Si è evidenziato un atteggiamento etico poco corretto alla vaccinazione H1N1, e lo strano walzer nel 2009 intorno al termine Pandemia, che ha portato ad un flop la campagna vaccinale e alla spesa inutile di centinaia di milioni di euro destinati all’inutilizzo. Aspetto ancora più grave in considerazione dei sacrifici richiesti a causa della crisi economica e di come potrebbero essere meglio utilizzati in sanità , anche semplicemente creando un prontuario terapeutico pediatrico. Importante l’apertura al sociale e ai rappresentanti dei cittadini utili per avere un utile scambio di esperienze e portare avanti ove possibile obiettivi comuni e la diffusione di stili di vita più sani. Un aspetto originale la richiesta di affiancare in ambulatorio, operatori che si occupano del sociale , come proposto nel progetto Mo.Sa.I.Co. per intercettare precocemente il disagio e l’handicap. Grande preoccupazione viene espressa invece per il futuro della professione del pediatra di famiglia A causa di una Convenzione che chiede al pediatra sempre più compiti burocratici, oltre all’obbligo di una apertura continuata degli studi pediatrici, senza la certezza di trovare il proprio Pediatra di fiducia. Rileva con criticità l’intento della maggiore società scientifica italiana di comprimere la nostra professionalità nella semplice funzione di filtro alla patologia banale, ignorando la vera necessità di un’integrazione compiuta Ospedale/Territorio. Al contrario è necessario salvaguardare l’unicità della nostra funzione di specialisti ad accesso diretto, la validità e l’attualità di una pediatria di Famiglia basata sul supporto di fiducia Pediatra/Genitore. Pertanto la CIPe rigetta in toto ogni tentativo di stravolgere la nostra attivitàe per questo vigilerà attraverso i propri delegati regionali ed aziendali, per impedire che l’Accordo nazionale, da noi siglato solo per non essere esclusi dai tavoli periferici, diventi, attraverso gli accordi decentrati, un ulteriore strumento di coercizione e di obblighi inutili per il Pediatra stesso. Su questo tema da inizio ad una nuova stagione di agitazioni sindacali per difendere una Convenzione che tuteli la salute dei nostri figli.
Dott Tiziano Dall’Osso Presidente della CIPe |


